Crisi di governo: galeotta fu l’#Iva

il Premier Letta alle prese con l'ennesima crisi di governoL’aumento dell’Iva, le dimissioni dei ministri del Pdl, lo spettro della caduta del governo che ritorna ancora una volta dopo settimane burrascose, il potenziale spaccamento del Pdl: questa fine di settembre si presenta ricca di possibili sconvolgimenti dell’assetto politico nazionale e vecchi “ricatti”, da parte di entrambe le forze dell’esecutivo, sembrano far tornare la situazione all’ aprile 2013. Causa scatenante questa volta è stata la spinosa “questione Iva” nonostante si pensasse, dopo le discussioni che avevano preceduto l’estate, che il nodo che avrebbe potuto portare ad una rottura definitiva tra le forze di maggioranza sarebbe stato quello dell’Imu.

La bozza del decreto legge, presentata al Consiglio dei Ministri lo scorso venerdì 27 settembre, prevedeva infatti uno slittamento – da ottobre a gennaio – dell’aumento di un punto percentuale  dell’imposta – dall’attuale valore del 21% fino al 22% -, che avrebbe ulteriormente penalizzato i consumi, già al ribasso. Le coperture per il ritardato rialzo sarebbero giunte dall’aumento di altre tasse come Ires e Irap per il 2013 e dall’incremento delle accise sui carburanti fino al 2015. Tuttavia secondo quanto dichiarato dal Cdm, non sussisterebbero le condizioni politiche (a cause degli attriti tra Pd e Pdl) per far sì che la manovra sia attuata e “se ne riparlerà eventualmente dopo la eventuale ripartenza del governo successiva al chiarimento parlamentare”.

Questo arretramento, insieme al sempre presente dibattito sul nodo della giustizia  – riguardo al quale il Pdl non sembra disposto ad arretrare secondo i dettami berlusconiani nonostante i continui inviti da parte del Premier Letta e del Presidente Napolitano perché le due spinose questioni vengano tenute distinte nell’interesse del Paese), ha portato ieri, 28 settembre, alle dimissioni dei ministri del Pdl. Gesto a quanto pare più “di facciata” per distaccarsi dalla decisione del Cdm, che vero e proprio golpe per fare cadere il Governo Letta se, come sostiene Fassina, “non si andrà ad elezioni perché (…) in Parlamento c’è una maggioranza in grado di evitarlo” ribadendo prontamente la fiducia.

Attendendo la decisione delle Camere riguardo alla Fiducia, la decisione di Napolitano su un possibile scioglimento delle camere – extrema ratio perché porterebbe ad una campagna elettorale che rallenterebbe le misure anticrisi necessarie a risollevare la situazione socio-economica italiana -  sembra sempre più inevitabile l’aumento dell’Iva il prossimo 1 ottobre mentre gli attriti Pd-Pdl sono sempre più manifesti. Tra Letta e Berlusconi, in particolare, è guerra di dichiarazioni più o meno ufficiali e i due leader finiscono per accusarsi a vicenda del mancato slittamento dell’Iva con botta e risposta dai rispettivi profili di Twitter. Se infatti da un lato @Berlusconi2013 rivendica la scelta di dimissione dei ministri pidiellini come atto di protesta contro un governo che “vuole mettere in ginocchio il nostro Paese”, il Premier usa @EnricoLetta per mandare un messaggio agli Italiani che a quanto pare dovranno tornare alle urne prima del previsto: “#Iva colpa dimissione parlamentari che ha provocato crisi e reso impossibile continuare. Berlusconi rovesciafrittata, italiani non abbocchino!” Basta guardare il numero dei retweet che questo lapidario messaggio ha conquistato (2491 a poco più di 15 ore dalla sua pubblicazione) e le tendenze delle ultime 48 ore – #iva, #letta, #crisidigoverno tra gli altri – per percepire quanto la vicenda preoccupi gli Italiani (ma non solo) che usano il Social per ottenere informazioni minuto per minuto in attesa di capire se lo spettro dell’ingovernabilità tornerà ad abbattersi sul dibattito politico nazionale.

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